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Semaforo in piena campagna elettorale
31 January 2006 @ 20:18
Semaforo in piena campagna elettorale
Sul ponte che congiunge la tangenziale di Bologna con la sua periferia, c'è un semaforo. Dura 3 minuti e mezzo, il tempo di un pensiero, di un ricordo, il tempo che ci vuole per cercare l'accendino che cade rovinosamente dal cruscotto ad ogni curva, il tempo che ci vuole per leggere e rileggere i nuovi mega-cartelloni che regnano sovrani di fianco a me.
I "No Global" al Governo? No grazie!" recita quello tutto azzurro.
Al suo fianco un altro cartellone luminoso colpisce la tua attenzone e illumina la faccia di un politico discretamente noto, sorridente, al fianco di un'altra scritta bella grande: "Aboliamo la Moratti!".
Intorno a questi cartelloni il sole delle cinque, di cui Bologna va fiera, scende silenzioso senza disturbarti, e man mano che si allontana dalla tua fronte spegnendosi come la batteria di un'auto lasciata a scaricarsi, rende sempre più luminosi e fluorescenti quei cartelloni e i fari delle macchine, talvolta sfocati, sembrano guardarsi l'un l'altro.
Sembra che si conoscano.
Se alzi gli occhi, prima del cielo quasi blu, ancora azzurrino, spennellato di arancione, vedi le colline bolognesi, che sono l'antipasto dell' Appennino Tosco-Emiliano. Non puoi fare a meno di notarla. E' lassù, sempre sorridente. Non è imponente, sembra non giudicarti.
La Basilica di S. Luca è come un richiamo.
La lunga scalinata (il portico di S. Luca) che da via Saragozza porta fino in cima, è affascinante, e mentre il Sole si dilegua, dopo che le galline vanno a rifugiarsi nel pollaio, si illumina e rassomiglia alle colate di lava che scendono da un vulcano quando si arrabbia.
La punta più alta della Basilica tocca il cielo, ed è un attimo che il tuo sguardo sfiori l'infinito, dove la Luna si è già posizionata, e sembra dirti: "Ops! Scusa il ritardo, mi stavo truccando!"
Che bella che è. Inafferrabile.
Poi arrivo in studio, finalmente.
Ballo si è "fidanzato" con una clarinettista.
L' idea è:
Facciamo un trio che propone rivisitate solo cover di Henry Mancini.
Piano, contrabbasso&banjo, pianoforte.
Buonaserata.
I "No Global" al Governo? No grazie!" recita quello tutto azzurro.
Al suo fianco un altro cartellone luminoso colpisce la tua attenzone e illumina la faccia di un politico discretamente noto, sorridente, al fianco di un'altra scritta bella grande: "Aboliamo la Moratti!".
Intorno a questi cartelloni il sole delle cinque, di cui Bologna va fiera, scende silenzioso senza disturbarti, e man mano che si allontana dalla tua fronte spegnendosi come la batteria di un'auto lasciata a scaricarsi, rende sempre più luminosi e fluorescenti quei cartelloni e i fari delle macchine, talvolta sfocati, sembrano guardarsi l'un l'altro.
Sembra che si conoscano.
Se alzi gli occhi, prima del cielo quasi blu, ancora azzurrino, spennellato di arancione, vedi le colline bolognesi, che sono l'antipasto dell' Appennino Tosco-Emiliano. Non puoi fare a meno di notarla. E' lassù, sempre sorridente. Non è imponente, sembra non giudicarti.
La Basilica di S. Luca è come un richiamo.
La lunga scalinata (il portico di S. Luca) che da via Saragozza porta fino in cima, è affascinante, e mentre il Sole si dilegua, dopo che le galline vanno a rifugiarsi nel pollaio, si illumina e rassomiglia alle colate di lava che scendono da un vulcano quando si arrabbia.
La punta più alta della Basilica tocca il cielo, ed è un attimo che il tuo sguardo sfiori l'infinito, dove la Luna si è già posizionata, e sembra dirti: "Ops! Scusa il ritardo, mi stavo truccando!"
Che bella che è. Inafferrabile.
Poi arrivo in studio, finalmente.
Ballo si è "fidanzato" con una clarinettista.
L' idea è:
Facciamo un trio che propone rivisitate solo cover di Henry Mancini.
Piano, contrabbasso&banjo, pianoforte.
Buonaserata.
