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Per Matt (seconda parte)
04 February 2006 @ 19:48
Per Matt (seconda parte)
Aggiungo...
...il mio produttore, colui che 8 anni fa sentì le mie canzoni (che erano state scritte da me, nella mia cameretta, al contrario di quello che gli stolti pensano, per conquistare una ragazza, non per vendere i dischi che mi hanno dato in cambio questa incredibile avventura che ora è il mio mestiere), dicevo il mio produttore, da sempre dice di "non capire la poesia".
Il che potrebbe essere motivo di frustrazione (in effetti un po' lo è) per me che invece da "checca isterica" quale sono, nella poesia, nelle rime, nei concetti non svelati, che stanno però ben nascosti dietro al suono delle parole, trovo l'immenso, l'abisso del cuore, la vita per quello che di più intimo e reale è.
Ma se non altro gli do atto del fatto che è onesto. Non si innalza dove non può (o non vuole) arrivare. E questo, visto da un altro punto di vista, è un grande atto di umiltà, di sincerità, e di coerenza.
Raro, molto raro in giro.
Tu pensa ad un mondo in cui tutti avessero la presunzione (accade con la muscia, con il calcio, con la politica, con tante altre arti che a causa di questo processo, di cui avevo già parlato citando Pasolini, stanno perdendo il valore che hanno e sono infatti tutte in crisi).
Internet è una grande occasione. La televisione anche.
Il periodo in cui stiamo vivendo invece di proteggere le persone, cerca di utilizzare questi mezzi per farle parlare, far dire loro cosa pensano, le butta in televisione, le fa ballare, cantare, senza preoccuparsi della loro salute mentale. E fidati.
Tu sei arrivato alla conclusione che chiudere il tuo "spazio" sia meglio (e come ti ho scritto ti capisco) ma c'è chi un giorno, per le stesse cause, troverà più giusto buttarsi da un ponte.
Dove non c'è competenza sui propri limiti, non c'è speranza.
E dove un pensiero non nasce da uno studio approfondito, da una passione accecante, c'è il vuoto.
E fidati di me!
Chi ha una passione per come la intendo io non sarà mai un frustrato. Con o senza il successo.
In questo momento su Mtv e su altre reti musicali, per quasi tutto il pomeriggio si da la possibilità ai ragazzini con il cellulare di scrivere quello che desiderano e di venire (per lo più) messi in onda.
E' ovviamente una presa per i fondelli.
Le motivazioni sono ovviamente economiche per entrambe le parti. Ma il risultato è lo stesso.
Una miriade di avvilenti pareri di bimbi che dovrebbero passare il pomeriggio a fare altro (mica per forza i bravi... magari anche stare su una panchina a raccontarsi barzellette!) anzichè spendere 50 euro al giorno in quel buffo modo.
Io non sono felice di questo. E so anche che in pochi possono capirmi. Come in pochi capiscono che scaricare musica gratis da internet è come andare a puttane.
Ma devo dire che ogni volta che sfrutto quelle infinite ore passate durante tutta la mia adolescenza in casa a ripetere scale su scale, per trovare me stesso su una melodia, o su una stupida rima, mi rendo conto che la penso proprio come ti ho scritto.
"Vivi e lascia vivere", si dice.
Io l'ho sempre pensata in un modo diverso.
"Vivi e lascia vivere, e mo' vediamo chi va più forte".
E' troppo facile conquistare un posto nel mondo abbassando gli altri. Io non sono responsabile di nessun dramma o guaio di nessuno. Di sicuro sono responsabile dei miei sbagli, e delle mie vittorie.
C'è un titolo di un disco che io trovo troppo diverso dalla mia cultura per poterlo apprezzare, però non lo giudico: mi fa sorridere. E' il titolo del disco di 50 Cent. Il senso è più o meno questo: "Prova a diventare ricco o muori provandoci".
Per me è assurdo, e lo sarebbe stato anche prima di oggi.
Io preferirei "Prova ad essere te stesso, o muori provandoci".
Ci sono sempre "gli altri" nelle parole della gente.
Tutto sembra sempre dipendere dagli altri.
Ma se ci fosse vietato parlare degli altri?
Cosa saremmo in grado di dire?
...il mio produttore, colui che 8 anni fa sentì le mie canzoni (che erano state scritte da me, nella mia cameretta, al contrario di quello che gli stolti pensano, per conquistare una ragazza, non per vendere i dischi che mi hanno dato in cambio questa incredibile avventura che ora è il mio mestiere), dicevo il mio produttore, da sempre dice di "non capire la poesia".
Il che potrebbe essere motivo di frustrazione (in effetti un po' lo è) per me che invece da "checca isterica" quale sono, nella poesia, nelle rime, nei concetti non svelati, che stanno però ben nascosti dietro al suono delle parole, trovo l'immenso, l'abisso del cuore, la vita per quello che di più intimo e reale è.
Ma se non altro gli do atto del fatto che è onesto. Non si innalza dove non può (o non vuole) arrivare. E questo, visto da un altro punto di vista, è un grande atto di umiltà, di sincerità, e di coerenza.
Raro, molto raro in giro.
Tu pensa ad un mondo in cui tutti avessero la presunzione (accade con la muscia, con il calcio, con la politica, con tante altre arti che a causa di questo processo, di cui avevo già parlato citando Pasolini, stanno perdendo il valore che hanno e sono infatti tutte in crisi).
Internet è una grande occasione. La televisione anche.
Il periodo in cui stiamo vivendo invece di proteggere le persone, cerca di utilizzare questi mezzi per farle parlare, far dire loro cosa pensano, le butta in televisione, le fa ballare, cantare, senza preoccuparsi della loro salute mentale. E fidati.
Tu sei arrivato alla conclusione che chiudere il tuo "spazio" sia meglio (e come ti ho scritto ti capisco) ma c'è chi un giorno, per le stesse cause, troverà più giusto buttarsi da un ponte.
Dove non c'è competenza sui propri limiti, non c'è speranza.
E dove un pensiero non nasce da uno studio approfondito, da una passione accecante, c'è il vuoto.
E fidati di me!
Chi ha una passione per come la intendo io non sarà mai un frustrato. Con o senza il successo.
In questo momento su Mtv e su altre reti musicali, per quasi tutto il pomeriggio si da la possibilità ai ragazzini con il cellulare di scrivere quello che desiderano e di venire (per lo più) messi in onda.
E' ovviamente una presa per i fondelli.
Le motivazioni sono ovviamente economiche per entrambe le parti. Ma il risultato è lo stesso.
Una miriade di avvilenti pareri di bimbi che dovrebbero passare il pomeriggio a fare altro (mica per forza i bravi... magari anche stare su una panchina a raccontarsi barzellette!) anzichè spendere 50 euro al giorno in quel buffo modo.
Io non sono felice di questo. E so anche che in pochi possono capirmi. Come in pochi capiscono che scaricare musica gratis da internet è come andare a puttane.
Ma devo dire che ogni volta che sfrutto quelle infinite ore passate durante tutta la mia adolescenza in casa a ripetere scale su scale, per trovare me stesso su una melodia, o su una stupida rima, mi rendo conto che la penso proprio come ti ho scritto.
"Vivi e lascia vivere", si dice.
Io l'ho sempre pensata in un modo diverso.
"Vivi e lascia vivere, e mo' vediamo chi va più forte".
E' troppo facile conquistare un posto nel mondo abbassando gli altri. Io non sono responsabile di nessun dramma o guaio di nessuno. Di sicuro sono responsabile dei miei sbagli, e delle mie vittorie.
C'è un titolo di un disco che io trovo troppo diverso dalla mia cultura per poterlo apprezzare, però non lo giudico: mi fa sorridere. E' il titolo del disco di 50 Cent. Il senso è più o meno questo: "Prova a diventare ricco o muori provandoci".
Per me è assurdo, e lo sarebbe stato anche prima di oggi.
Io preferirei "Prova ad essere te stesso, o muori provandoci".
Ci sono sempre "gli altri" nelle parole della gente.
Tutto sembra sempre dipendere dagli altri.
Ma se ci fosse vietato parlare degli altri?
Cosa saremmo in grado di dire?
