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Sister
11 October 2006 @ 12:02
Sister
Oh Sister, amica di tante mie notti e mattine, ti scrivo un pò della mia vita per sentirmi meno solo, davanti alla tv.
Ti scrivo perchè voglio tu sappia che i sogni che facevamo insieme da bambini sono gli stessi che inseguo ancora oggi. Mi commuovo meno di allora, ma rido con più gioia. Ricordi? Noi due andavamo a spasso per giardini desolati nei pomeriggi più freddi e nebbiosi di Bologna, mano nella mano.
Per me quella piccola mano che tenere stretta alla mia era cosi difficile, è ancora alle volte, all'improvviso, un bisogno tenero che non viene più soddisfatto. Non sai quante mani ho stretto da allora. Da quando la tua ha stretto per l'ultima volta la mia. Cento? Mille? Mani grandi, più delle mie, anche delle tue, mani rovinate dal tempo, o dal lavoro, mani umide ed emozionate, soffici, grandi come quelle di un babbo, accoglienti. So ormai più delle strette di mano che di calcio. E in fondo è quel che ho sempre voluto, conoscere gli altri. E' la stessa curiosità che mi allontanava da te e che mi allontana ancora oggi da chiunque, a farmi a volte triste, a volte gaudente.
Scrivo ancora canzoni la notte, e ancora oggi cerco la solitudine per farlo. E ancora oggi giro mille volte la mia città e le sue strade ascoltandola e sognando, sognando, sognando, a una certa ora finisco in un letto qualunque, disfatto, e mi copro con quel che c'è.
Perchè ancora fa freddo in camera mia! Ma il problema del caldo l'ho risolto. Ho comprato un condizionatore!
Casa mia è ancora, e sempre di più, un museo della mia vita. E c'è una mano disegnata sul muro, e un cuore, il tuo, sul frigorifero.
Ho girato l'Italia questa estate.
La felicità non la si descrive, perchè una metafora non basta mai a placarne la fame. Posso dirti però che tutto in me si gonfia ed esplode in fuochi d'artificio lassù, ancora, e sempre.
Nel sentire una nota, un ritmo, ancora oggi, più di prima, mi trasformo in pesce che nuota libero nel mare. Questa libertà che tutti cercano e che io ho trovato cosi giovane fra le mie mani, è il mio pensiero quotidiano. E cosi penso più alla musica, che all'amore. E regalarla a qualcuno che non ce l'ha, a chi ti osserva emozionato da più in basso, è ancora, e più di allora, il premio più consolante.
Sei nel mio cuore, e mille parole non basteranno a dirti chi sei per me.
Ma se per caso stringerai una mano forte, più forte della mia, allora sarò felice. Tu, tutti, hanno bisogno di incontrare una mano forte con cui passeggiare per gli inverni. Di una mano generosa e attenta. Te lo auguro.
Come ti auguro di vivere per gli altri, perchè è la tua vera natura, rimanendo giovane, e piccola, per sempre.
Ti scrivo perchè voglio tu sappia che i sogni che facevamo insieme da bambini sono gli stessi che inseguo ancora oggi. Mi commuovo meno di allora, ma rido con più gioia. Ricordi? Noi due andavamo a spasso per giardini desolati nei pomeriggi più freddi e nebbiosi di Bologna, mano nella mano.
Per me quella piccola mano che tenere stretta alla mia era cosi difficile, è ancora alle volte, all'improvviso, un bisogno tenero che non viene più soddisfatto. Non sai quante mani ho stretto da allora. Da quando la tua ha stretto per l'ultima volta la mia. Cento? Mille? Mani grandi, più delle mie, anche delle tue, mani rovinate dal tempo, o dal lavoro, mani umide ed emozionate, soffici, grandi come quelle di un babbo, accoglienti. So ormai più delle strette di mano che di calcio. E in fondo è quel che ho sempre voluto, conoscere gli altri. E' la stessa curiosità che mi allontanava da te e che mi allontana ancora oggi da chiunque, a farmi a volte triste, a volte gaudente.
Scrivo ancora canzoni la notte, e ancora oggi cerco la solitudine per farlo. E ancora oggi giro mille volte la mia città e le sue strade ascoltandola e sognando, sognando, sognando, a una certa ora finisco in un letto qualunque, disfatto, e mi copro con quel che c'è.
Perchè ancora fa freddo in camera mia! Ma il problema del caldo l'ho risolto. Ho comprato un condizionatore!
Casa mia è ancora, e sempre di più, un museo della mia vita. E c'è una mano disegnata sul muro, e un cuore, il tuo, sul frigorifero.
Ho girato l'Italia questa estate.
La felicità non la si descrive, perchè una metafora non basta mai a placarne la fame. Posso dirti però che tutto in me si gonfia ed esplode in fuochi d'artificio lassù, ancora, e sempre.
Nel sentire una nota, un ritmo, ancora oggi, più di prima, mi trasformo in pesce che nuota libero nel mare. Questa libertà che tutti cercano e che io ho trovato cosi giovane fra le mie mani, è il mio pensiero quotidiano. E cosi penso più alla musica, che all'amore. E regalarla a qualcuno che non ce l'ha, a chi ti osserva emozionato da più in basso, è ancora, e più di allora, il premio più consolante.
Sei nel mio cuore, e mille parole non basteranno a dirti chi sei per me.
Ma se per caso stringerai una mano forte, più forte della mia, allora sarò felice. Tu, tutti, hanno bisogno di incontrare una mano forte con cui passeggiare per gli inverni. Di una mano generosa e attenta. Te lo auguro.
Come ti auguro di vivere per gli altri, perchè è la tua vera natura, rimanendo giovane, e piccola, per sempre.
