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Vai e vivrai
02 September 2006 @ 12:40

Vai e vivrai

"Home! Home again!" cantavano i Pink Floyd.

Sono tornato a casa.
Casa per me è un silenziosissimo appartamento nel centro di Bologna, lontano anni luce dai concerti, da Londra o dalla colorata Marrakech.
Quando vi sono entrato la prima volta, 5 anni fa, ne avevo molta paura, ma piano piano, momento dopo momento ho imparato ad amare la solitudine che può contenere un involucro.
La mia dimora è scura, tenue, immobile come l'antico convento dal quale proviene. Appoggiati ai mobili centinaia di oggetti che ho accumulato in questi anni, e che mi porterò dietro per tutta la vita, ovunque vada.
Vivere per me è come abitare queste mura.
C'è voluto un po' di coraggio ma parola dopo parola, canzone dopo canzone, ho scoperto che sto accumulando oggetti che rappresentano il mio passato. E nessun uomo può dirsi vero uomo senza una ruga sul volto.
Anche questo blog mi ha seguito al guinzaglio giorno per giorno, ed è come se avessi appoggiato degli oggetti, o delle mie fotografie ai soprammobili di questo sito. E non è importante chi le ha viste leggendomi, o la tipologia e la profondità dei messaggi che ho ricevuto come risposta. Il mondo è attento alla superficie delle cose, quasi mai alla sua anima, quindi non vado cercando comprensione. Nemmeno io mi conosco abbastanza bene! Mi piace però raccontare, perché raccontare è occasione preziosa, e obiettivo difficile, proprio come il possedere una casa e viverla. Come per riempire un vuoto, anche scrivere di sè necessita di molto coraggio, e pazienza. Doti rare ormai. Non è certo il mio egocentrismo a darmi gli stimoli per confidare qualcosa che è già mio, che mi appartiene e che mi è utile anche al di fuori di questo blog, di questo lavoro, anche lontano da voi. Soprattutto non mi importa essere il migliore. Per carità, di numeri uno, di fenomeni, ormai il mondo è pieno. "Tutti coi tacchi gli uomini bassi, tutte rifatte le donne piatte" mi verrebbe da scrivere in rima. Come se l'apparire determinasse l'esistenza. Che rabbia che mi fanno le persone che brillano senza rendersene conto. E mi rivolgo ai più giovani, ai ragazzi ed alle ragazze che mi seguono tra un compito di inglese ed uno di matematica, che ascoltano le mie canzoni mentre si chiedono: "Che farò da grande?", "Riuscirò ad essere felice?", "Sarò all'altezza?".
La vita non è una sfida. La vita è soltanto un'occasione preziosa.
Quindi alzati e sorridi...
Vai, e vivrai!