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Si inizia
01 April 2008 @ 11:11
Si inizia
Il giorno ha rubato un'ora alla notte qualche sera fa, e noi lunedì inizieremo a registrare il nuovo singolo, sul quale andrò a cavallo per tre mesi filati di tour e promozione, radiofonica e televisiva.
Finisce così un lungo periodo per me. Iniziato all'uscita di "Maggese", quando la mia testolina già correva correva veloce fino a qui, a tre anni di distanza.
(E' inutile per me godermi le cose, divoro ogni sensazione, la consumo e la stritolo tra le dita in cerca della perfezione, che non esiste, ma che ti spinge oltre, oltre, sempre più in là del massimo).
Lunedì quel che succederà nei nostri nuovi studi avrà un nome e cognome: registrare.
Cosa vuol dire registrare? Per prima cosa avere in mano una canzone che ho già cantato, ricantato, sentito, risentito centinaia e centinaia di volte, fino a perderne le ragione, fino a non sentirne più i sapori.
E vuol dire ricominciare da zero. Litigando voracemente con se stessi. La batteria, il basso, le chitarre, il mio pianoforte, e poi le mie voci e poi? E poi le luci. Una, dieci, cento, mille volte. Ma con il doppio dell'attenzione, riaprendo il cuore ad ogni nota già consumata fino a vederla esplodere..
Vuol dire che quel che butteremo là dentro ci resterà per sempre, ecco. E non è uno scherzo, una battuta o la solita retorica.
E' per questo che fremo all'idea. Senza mai prendersi sul serio per carità, sarà un gioco strepitoso. Però amando profondamente quel momento.
Non aspettatevi lacrime. Ora solo sorrisi.
E sono per voi.
A presto.
Finisce così un lungo periodo per me. Iniziato all'uscita di "Maggese", quando la mia testolina già correva correva veloce fino a qui, a tre anni di distanza.
(E' inutile per me godermi le cose, divoro ogni sensazione, la consumo e la stritolo tra le dita in cerca della perfezione, che non esiste, ma che ti spinge oltre, oltre, sempre più in là del massimo).
Lunedì quel che succederà nei nostri nuovi studi avrà un nome e cognome: registrare.
Cosa vuol dire registrare? Per prima cosa avere in mano una canzone che ho già cantato, ricantato, sentito, risentito centinaia e centinaia di volte, fino a perderne le ragione, fino a non sentirne più i sapori.
E vuol dire ricominciare da zero. Litigando voracemente con se stessi. La batteria, il basso, le chitarre, il mio pianoforte, e poi le mie voci e poi? E poi le luci. Una, dieci, cento, mille volte. Ma con il doppio dell'attenzione, riaprendo il cuore ad ogni nota già consumata fino a vederla esplodere..
Vuol dire che quel che butteremo là dentro ci resterà per sempre, ecco. E non è uno scherzo, una battuta o la solita retorica.
E' per questo che fremo all'idea. Senza mai prendersi sul serio per carità, sarà un gioco strepitoso. Però amando profondamente quel momento.
Non aspettatevi lacrime. Ora solo sorrisi.
E sono per voi.
A presto.
