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Lorè
08 June 2008 @ 19:30
Lorè
Ieri sera sono andato con Ballo ed amiche a vedere il concerto di Lorenzo al Palamalaguti di Bologna. Sono cresciuto ascoltando Jovanotti, come gran parte della mia generazione. Una volta ho detto in una intervista con Red che Lorenzo è un mio punto di riferimento, che lo è sempre stato, e che trovo molto bello che lo si omaggi. Trovo sia speciale il fatto che artisti nati nel 1980 come me riconoscano a Lorenzo questo merito: averci fatto sognare. Di poter diventare un giorno dei musicisti affermati, di coltivare quell'ambizione sacrificio dopo sacrificio. Di aver messo senza nemmeno saperlo davanti alle nostre vite una canzone come obiettivo.
Lo penso di lui, di Francesco de Gregori, di Vasco, di Freddie Mercury e dei Queen, dei Beatles, degli Oasis, di Bob Dylan e degli autori di musica classica con cui ho passato tanti pomeriggi studiando pianoforte da piccolino, Chopin e Beethoven in primis.
Questi artisti hanno preso il mio cuore da piccolino, e lo hanno spinto più di qualsiasi altra cosa (c'erano anche le ragazze lo ammetto) a scrivere e sognare. Questo è successo ancor prima di capire che la musica è un mare immenso, un oceano che non può prevedere estremismi o congetture. Questo ancor prima di capire che il mondo della musica è ben più largo.
Sapevo che sarebbe stato un grande concerto, perchè Jovanotti dal vivo non ti delude mai. E' lui che mi ha passato indirettamente il bisogno di dare tutto sul palco, di sudare ogni emozione, di trascinare chi mi viene a vedere nel mio mondo, di regalarglielo se possibile. Lui fa questo e anche di più.
Ieri è stato ovviamente così. Lorenzo in una sua vecchia canzone urlava "Sono un accumulatore di energia!". Fantastico. Cosa si può dire di lui, di più vero?
Acqua, fuoco, elettricità. Questi tre elementi nei suoi concerti sono vivi e si respirano, si sentono, si toccano.
L'acqua è ciò che ti avvolge, il suo spirito libero, senza timori, senza paure, che scioglie ogni dolore, ti avvicina, ti innalza alle volte. Toglie la gravità e ti sostiene. Il fuoco è nelle sue ritmiche, due batteristi eccezionali, prepotenti, quasi due super eroi al servizio della sua voce. Le ritmiche prendono fuoco, bruciano, tagliano l'aria incendiando ogni espressione del tuo e del suo viso, concretizzano le nostre emozioni.
L'elettricità è la voce di Lorenzo. Potente, intonata sulle melodie (è la prima volta che lo sento veramente intonato e gli faccio i miei complimenti), e carica di ispirazione. Drizza i capelli, attira a sè come un faro. E tanti ieri hanno seguito quel faro fino a notte fonda, senza respiro. Coraggio.
Grande concerto, che merita di essere visto.
Lo penso di lui, di Francesco de Gregori, di Vasco, di Freddie Mercury e dei Queen, dei Beatles, degli Oasis, di Bob Dylan e degli autori di musica classica con cui ho passato tanti pomeriggi studiando pianoforte da piccolino, Chopin e Beethoven in primis.
Questi artisti hanno preso il mio cuore da piccolino, e lo hanno spinto più di qualsiasi altra cosa (c'erano anche le ragazze lo ammetto) a scrivere e sognare. Questo è successo ancor prima di capire che la musica è un mare immenso, un oceano che non può prevedere estremismi o congetture. Questo ancor prima di capire che il mondo della musica è ben più largo.
Sapevo che sarebbe stato un grande concerto, perchè Jovanotti dal vivo non ti delude mai. E' lui che mi ha passato indirettamente il bisogno di dare tutto sul palco, di sudare ogni emozione, di trascinare chi mi viene a vedere nel mio mondo, di regalarglielo se possibile. Lui fa questo e anche di più.
Ieri è stato ovviamente così. Lorenzo in una sua vecchia canzone urlava "Sono un accumulatore di energia!". Fantastico. Cosa si può dire di lui, di più vero?
Acqua, fuoco, elettricità. Questi tre elementi nei suoi concerti sono vivi e si respirano, si sentono, si toccano.
L'acqua è ciò che ti avvolge, il suo spirito libero, senza timori, senza paure, che scioglie ogni dolore, ti avvicina, ti innalza alle volte. Toglie la gravità e ti sostiene. Il fuoco è nelle sue ritmiche, due batteristi eccezionali, prepotenti, quasi due super eroi al servizio della sua voce. Le ritmiche prendono fuoco, bruciano, tagliano l'aria incendiando ogni espressione del tuo e del suo viso, concretizzano le nostre emozioni.
L'elettricità è la voce di Lorenzo. Potente, intonata sulle melodie (è la prima volta che lo sento veramente intonato e gli faccio i miei complimenti), e carica di ispirazione. Drizza i capelli, attira a sè come un faro. E tanti ieri hanno seguito quel faro fino a notte fonda, senza respiro. Coraggio.
Grande concerto, che merita di essere visto.
