Svegliarsi una mattina e suonare al live8... Parte Seconda
08 July 2005 @ 13:55

Svegliarsi una mattina e suonare al live8... Parte Seconda

La scaletta era molto lunga.
Durante il primo pomeriggio avevo intravisto su Sky Elisa e le Vibrazioni.
Io avrei dovuto suonare alle 20.
Quando arrivano le 18 scendo e mi preparo.

Chi conosce il detto: "Alla Rai ci lavorano più mogli e figlie che diplomati", sa perfettamente che, anche una manifestazione come il Live8 che si pone il nobile obiettivo di alleviare sofferenze, è pur sempre una grande occasione di visibilità per un mucchio di persone, e ovviamente anche una fonte di guadagno, altrimenti è molto dura mettere in piedi qualsiasi cosa, (anche un picnic).
L'intera operazione costa una cosa come 45milioni di Euro, qualcosina in più qualcosina in meno.. Ed il Live8, come del resto ogni altra manifestazione musicale, prende forma grazie anche a decisioni "politiche". Sacrosante. Che si decidono molto prima dell inizio della partita. Chi sta in campo, chi in attacco, chi in difesa, chi in porta, chi in panchina e persino chi in tribuna, oltre a chi ovviamente trasmette l'evento. (E lo compra all' asta).

"L' allenatore era Roberto De Luca, che allena anche il "Jammin Festival".
Il presidente è la "Einstein Multimedia Group".
Lo sponsor della squadra cha gioca è la rete telefonica 3, il main sponsor, con l'aiuto di Unicredit e Nokia.
Il Comune di Roma ospita tutti i giocatori e sostiene con orgoglio e passione l'evento."

Purtroppo 3 ore prima del calcio d'inizio, dopo le "dimissioni" di Vasco, l'allenatore, nonostante la grande esperienza nel campionato italiano e diverse vittorie in Champions League, fa sapere che non vuole concludere la sua opera. Al suo posto diventa allenatore Stefano Senardi /vice-allenatore: Ferdinando Salzano), che magistralmente riesce a riorganizzare uno spogliatoio un pò in difficoltà.
.
La squadra in campo è formata da giocatori molto bravi e non c'è dubbio: Il premio "miglior uomo in campo" va a Jovanotti. Posizionato in attacco ha fatto il suo dovere. Non solo perchè è stato bravo, ma anche perchè veniva da uno stiramento che lo aveva tenuto fermo tre anni. E dimostra di aver recuperato.

Il dott. Vasco Rossi, non il cantante, ma il "provocautore", ha fatto una semplice ed innocua figuraccia con gli alunni (fra cui me). Ha promesso una lezione di "verità" in aula magna e poi ha cercato una scusa per tirarsi indietro. Tanto che mentre cantavo c'è chi mi chiedeva di indossare una maglietta con la scritta "Cercasi Vasco..".
Il "cantante" Vasco Rossi, invece, ha fatto la cosa giusta, non ha rischiato nulla e ha fatto un gran concerto a Torino per i suoi fan. Sacrosanto.
Forse la vita del Blasco non è più spericolata, ma gli vogliamo bene, un mare di bene lo stesso, perchè è il Re. Solo un pò meno coraggioso.

Io stimo Ramazzotti, perchè ha detto, a parole sue che "la compassione si vende e si compra fin troppo bene al giorno d'oggi", e lui da questa faccenda ne è voluto stare fuori. In effetti fa strano che un artista che ha giocato centinaia di partite della Nazionale Cantanti, per beneficenza, per aiutare chi sta molto peggio, abbia giudicato con tanta severità il megaconcertone di Roma. La sua città. Non ha del tutto torto.

Probabilmente il Live8 italiano in sè non servirà a molto per l' Africa... e non mi illudo che quando gli uomini più potenti della terra inviteranno Bono e Geldof a cena sarà solo una bella pubblicità per il marchio delle loro giacche. Chi lo sa?! Spero di no..

Ma per me non c'era nessuna partita, nessun guadagno, e nessuna differenza. Cosi come non aspetto una cena con Bob Geldof anche se è uno dei miei idoli. Non ero li per salvare personalmente l'Africa, non ero li per fare umanitarismo (l'ultimo alibi rimasto per non credere che siamo un pò tutti colpevoli per quello che accade sotto il cocente sole africano), non ero li per vendere 1 disco in più di quelli che vendo, non ero li per "declamare la necessità di una rivoluzione" come scrive Lerner su "Vanity Fair" di questa settimana (una mia amica ha l'abbonamento).

Ero li perchè il Live8 ha permesso a tutti coloro che hanno suonato di fare il loro mestiere per quello che dev'essere, e a qualcun'altro, come me, anche di realizzare un sogno atteso da quando ero bambino.

E' una grande fortuna scrivere canzoni, anzichè interpretare pezzi di altri, perchè la soddisfazione in questi casi è doppia.
Freddie mi stava guardando, o forse ha seguito Madonna da Londra?
Avrebbe commentato cosi: "Well, now I'm here, and I think that...it's better hi hi hi hi...." coprendosi quei dentoni rotondi con la sua mano e facendo brillare i suoi occhi castani. Ma a 25 anni salire su quel palco davanti al tramonto di Roma, per dare qualcosa di vero, non per calcolo nè per misura, ma per essere qualcosa, in un momento in cui tutti si inventano di tutto per avere una facciata da difendere o di cui vantarsi, questo per me è come stare in paradiso, era una occasione troppo ghiotta per non sfruttarla. Lo dico sempre.

Fra 60 anni, probabilmente sarò già morto.
Voglio dare un senso a quello che faccio.., anche perchè è molto probabile che il paradiso non esista e che l'unico modo per farci un salto è trovarlo qui sulla terra, prima di andarcene. Ed io lo trovo scrivendo, comunicando, è il mio destino. Cosi come trovo l'inferno se rinuncio a questa possibilità.
Devo ringraziare chi mi ha dato l'occasione di suonare al Live8 perchè in quei dieci minuti di vita ho riempito le mie vene di gioia.

Io non sono un eroe, men che meno Jovanotti lo è.
Eroiche sono le persone che corrono veramente in Africa a condividere il dolore di una vita che rassomiglia a quell'immagine de "I Promessi sposi" in cui i bambini rubano ciuffi d'erba dalla bocca delle mucche già pelle e ossa, perchè si muore di fame. Un immagine che si ripete elevata al cubo in diversi enormi spazi del pianeta...
Come può mai uno come Bono essere un eroe, che è il più ricco commerciante di musica d' Europa?! Per sua stessa ammissione un uomo che si detesta, e che si è ricoperto d'oro. Al massimo è un eroe come artista, per quanto ha fatto con la sua voce ed il suo carisma. (Nulla a che vedere comunque con quello dei 4 di Liverpool).

Io posso solo fare il mio mestiere con onestà, e se questo può servire anche a uno solo fra i miliardi di quei ragazzini sparsi per il pianeta a sognare per un solo minuto di più, allora facevano bene i maligni a criticare, già bavosi di invidia il Jovanotti quando emozionato come un bambino cantava le sue prime canzoni in piazza Maggiore a Bologna e una decina di ragazzi gli tiravano addosso uova marce. Loro avrebbero fatto molta meno strada, lui avrebbe visto e inseguito più volte il paradiso.


"Padre, mille anni, e quante bombe sono esplose nei tuoi ricordi?"

Il mio babbo aveva circa la mia età nell'esatto momento in cui cominciò la seconda guerra mondiale. E la morte e la povertà del suo paese. Che è anche il mio. E il vostro.
I suoi ricordi andranno persi se non li racconta. La cosa buffa è che lui non ne parla, al contrario sono i suoi occhi a farlo brutalmente. Per questo penso che sarebbe stato meraviglioso un Live8 organizzato, consumato, oltre che in Europa e in America,(i due continenti più ricchi del mondo), in Africa, dove sono dispersi i nostri valori. Quelli che pensiamo di aver smarrito, e che in parte, sono là dove non guardiamo mai.
Io per primo.

Continua...