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Alcuni giorni sono meglio di altri
06 August 2006 @ 12:36

Alcuni giorni sono meglio di altri

"Alcuni giorni sono meglio di altri"... cantavano gli U2 qualche ruga fa. Ed è cosi un po' per tutti.
Oggi ad esempio la frase più carina che mi è stata rivolta proveniva dal gentile antifurto della mia macchina. Una volta inserito, grazie ad un codice segreto, (per chi volesse rubarmi la macchina è la mia data di nascita), una frase lampeggiante mi avvisava: "Ora puoi uscire, a presto". Io commosso.

Come quella volta in cui, ancora dodicenne mi ritrovai nella Chiesa di S. Sebastiano di Colunga, in una soleggiata domenica pomeriggio della provincia bolognese, di fronte alla scena più imbarazzante e scioccante della mia vita. Don Ferdinando, il prete che mi confessò per tutta la mia adolescenza (procurandomi seri problemi di sensi di colpa con relativa semiimpotenza poi superati brillantemente grazie a Rosa, detta Roxanne, la mia prima compagna di banco del liceo), dicevo Don Ferdinando, alto, calvo, buono insomma il tipico prete pieno di idee e gentile con tutti, ebbe la grande idea di proporre un gemellaggio con la chiesa di St. Andrew Park, una fra le più attive del Bronx, New York. Giovanni Paolo II, la persona che forse mi manca di più fra le personalità scomparse in questo secolo, dopo Totò, Giorgio Gaber e Freddie Mercury, più di una volta aveva richiamato tutti i pastori e le pecorelle di Cristo allo scambio fra idee, stili, pensieri diversi, ponendo come obiettivo primario fra i popoli la fratellanza e l'accettazione del "diverso".
Il buon Don Ferdinando lo aveva preso in parola.
Così ecco che quella domenica si raccomandò severamente con tutti i fedeli: "Mi raccomando, siate calorosi e date il benvenuto al nostro caro fratello americano che è venuto a trovarci da New York e ci parlerà di come vanno le cose laggiù, onorando così il nostro gemellaggio con la chiesa di St. Andrew".
Premessa.
Ci sono ancora oggi persone che popolano la campagna che circonda Bologna le quali non hanno la più pallida idea delle differenze che sopravvivono fra le varie culture e religioni dei popoli di questo pianeta, essendo abituate a suddividere tutto fra bianco, nero, ricco e povero.
Altra premessa. Un nero per la maggior parte dei contadini al di sopra dei 50 anni rappresenta senza alcun serio motivo o una minaccia o due braccia tolte all'agricoltura.
Terza premessa. La maggior parte dei contadini che affollano ogni domenica la chiesa di S. Sebastiano ha più di 50 anni. Quarta premessa. Frate Phill, il frate che cura la chiesa di St. Andrew, era ed è nero come il carbone.
Il suo ingresso nell'atrio della chiesa di s. Sebastiano fu geniale. Silenzio assoluto. Occhi sgranati dei fedeli, anche di quelli che tu pensavi da sempre fossero mezzi ciechi. Sembrava che persino i Santi di gesso che immobili da duecento anni accolgono le preghiere dei fedeli si fossero voltati di scatto alla vista di quell'ospite inatteso. Solo il lamento di un neonato faceva da sottofondo ai passi sicuri di frate Phill, che una volta al centro dell'attenzione, alzando le braccia al cielo, iniziò con un sorriso fulmineo a cantare a squarciagola "Oh happy dayyyyyy!!! Oh happy dayyyyyyyy", pensando probabilmente: "Yeah! Questi canzona è famose in Italy".
Ovviamente ottenendo solo qualche colpo di tosse da parte dei fumatori cronici presenti.
Certi giorni sono meglio di altri, un po' per tutti.
Buona giornata.
Cesare