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Faraoni
08 January 2006 @ 12:29

Faraoni

Viaggiare di notte è una mia passione.
La macchina è un nascondiglio protettivo, e le colline del nostro paese, scontornate dal buio che copre a mantello ogni forma, annerendo a cielo quel che non è cielo, ospitano mille lucine bianche e inferme, che assomigliano più a stelle che a lanterne.
E invece sono proprio calde lanterne, o lampadine, o piccoli faretti, o finestre lasciate “accese”, quelle che popolano gli orizzonti di chi guida dopo mezzanotte.
Ogni camion che ti sfreccia di fianco in direzione opposta, o quelli che superi perchè più lenti, hanno storie da raccontare, sonni da smaltire, e chissà quanti chilometri ancora da digerire, “e poi magari piove...”

La notte di Capodanno, all’una del primo di Gennaio, dopo aver salutato e baciato il Duka, ero diretto a Riccione, da solo.
Guidavo in stato di leggera ubriachezza, (tre bicchierini di spumante) il che non mi impediva di tenere saldamente il volante, ma aiutava certo la mia immaginazione.
Ho attraversato mezza Emilia e tutta la Romagna, e non c’era anima viva in giro, l’A14 sembrava un fiume nero di catrame, pareva un’astronave. C’erano Coppi e Bartali nel mio pedale, ed alla mia destra così come alla mia sinistra, per un centinaio di km, un continuo esplodere di fuochi artificiali, colorati e spumeggianti, ma ovviamente silenti, quasi come in “mute”.
Il ghiaccio che abbracciava l’asfalto nelle zone più fredde ogni tanto mi faceva lo sgambetto, ma non c’era nulla da temere. Non è certo in una autostrada che voglio vedere me stesso dire: “Freddie! Sto arrivando!”

Sotto la piramide c’era uno strato compatto di vite.
Mentre ballavo pensavo che quella piramide è sicuramente la cosa più “Pink Floyd” della Romagna. E davvero l’atmosfera che quella piramide sa ricreare assomiglia alle mistiche danze di antiche tribù. Anche se purtroppo ora la notte è popolata da tanti guai e poche certezze, ed è sempre meno simbolo di calore, di scoperta, di condivisione.
Il Dani è sempre il capo della festa, e dovrebbe fare l'attore nella vita, tutta la ciurma con cui ho condiviso l'addio al 2005 era favolosa, e finalmente ho festeggiato un Capodanno con Barba.
Mancavano solo Ballo e Andrea.

Sono tornato a casa la notte dopo, anche se era più sicuro andare a dormire, ma ho preferito concludere il mio Capodanno nel modo in cui lo avevo iniziato, alla guida, inseguendo l'orizzonte.

A chiunque non capisca il perchè di un blog, ha già risposto qualcun’altro.

“Capire tu non puoi... tu chiamale se vuoi... emozioni!”