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Paris
06 November 2005 @ 20:38

Paris

C'è un hotel, a Paris, in cui tu chiami il "room service" e si presenta un attore di Pulp Fiction con una valigetta nera. E c'è una donna, a Paris, che è viva più della terra su cui cammina, e candida, e irraggiungibile, più della luna. Le ho dato un bacio come portafortuna ed anche se pensa il contrario, è lei ad avermi spalmato Balsamo, sull'anima.

Ora sono a Bologna, sotto una gigantesca nube grigia ma se non fosse per le macchine che schizzano l'acqua sul marciapiede, qui dentro al mio cuore sarei ancora al Neo a ballare "Foxy Lady".

Mi sono divertito tanto, ma la cosa che più mi ha trascinato nel fiume è una camminata che ho fatto da solo, ad un risveglio, per Parigi. Era un cielo azzurro e tiepido che illuminava le strade, io una specie di "Aulin" che cammina. Ho mangiato da solo in un tavolino, tra ragazzi educati e bellissimi occhi di ragazze.

Parigi?

Parigi ti insegna a respirare, ed è cosi ricca di atmosfere, è cosi cinematografica che la tua "recita" quotidiana della vita appare a tratti sensata.
Tra New York e Parigi non ho dubbi, voglio ancora sedermi sotto la torre e aspettare che esploda di piccole lucine impazzite, voglio ancora fare "merenda" con 24 ostriche e trasformarmi in un cartone animato, immerso in tutte quelle vetrine fantasiose, voglio ancora leccarmi i baffi tra cioccolati pregiati e croccanti bicchieri di vino, e voglio fumare la mia felicità sazio e ancora seduto, e immaginare chi, e quanti amori, tra un tramonto e la Senna.

Voglio un posticino, piccolo, che sia anche mio, di quella città incredibile. Sono innamorato, ed è un amore puro e sofferto. Ma quel che mi dà Parigi, ogni volta che ci torno, non è mai scontato, e mai fuoriluogo, quella città mi ordina, mi stira il cuore, e infatti, ogni volta che ci metto piede, accadono magie.

Mi dispiace per chi non l'ha mai vista, ma Parigi è infinita, per davvero.